Avvertenza : il concetto di amicizia che sto per esprimere non è per tutti!
Penso che da quando ricordo quacosa della mia vita, ho dato sempre fiducia alle persone, infatti crescendo questa mia predisposizione si è tramutata in un bisogno morboso di avere contatto permanente con le persone a me care, a stare sempre a stretto contatto con i miei familiari, e soprattutto con i miei amici, condividerci tutto!
da quando ho 7 / 8 anni, cioè da quando ho iniziato a farmi amici, non c’è stato più di 2 giorni che non li ho visti; uscivo il giorno con il solo obbiettivo di programmare la giornata con loro, non vedevo l’ora di tornare a casa da scuola per inocntrarli e andare a fare casino, non vedevo l’ora che arrivasse l’inverno per rintanarsi dentro i locali invernali, non vedevo l’ora che arrivasse l’estate per frequentare il nostro lido abituale per formare mega gruppi con tutti i bagnanti che ci venivano a trovare, andare alle sagre, organizzare feste dance. Eravamo pochi ma buoni!! eravamo quasi una cosa unica, imprescindibile, impermeabile a tutto e tutti, indistruttibile, ogni volta che gli altri ci guardavano e ci dicevano che invidiavano il modo in cui noi stavamo insieme ed il feeling che avevamo, pensavo che il potere che avevamo non lo potesse scalfire nessuno, ed il nostro gruppo dava ad ognuno di noi più potere, più sicurezza, un immagine positiva e d’altra parte ognuno di noi dava potere, sicurezza e immagine positiva al gruppo!
E’ un fenomeno circolare! Il gruppo da potere alle persone, e le persone che ne fanno parte danno potere al gruppo….
questo vedevo, osservando dall’esterno!!!
Tutto ciò era una cosa che si era creata naturalmente,che durava da decenni ormai e che mi dava forza e sicurezza positiva!!
Però so… che per il mondo “normale”, “standard”… non è cosi!
Molte persone, secondo me banali, mi dicevano sempre “….il tuo voler stare sempre insieme ai tuoi amici e solo un segno di una tua insicurezza interiore!!….” e io dentro me pensavo che, se credere nelle persone con cui vivi tutti i giorni e volerci condividere tutto e avere voglia di sentirseli sempre vicini è un segno di insicurezza e sintomo di una patologia psicologica..ben venga !! voglio essere psycopatico!!!
Non ho mai fatto, nell’amicizia, discriminazioni di razza, religione, e sesso, ho dato sempre tutto di me a tutte le persone che mi davano un segno di amicizia e di benevolenza, ho condiviso tutto, macchine, case, vestiti, ragazze, famiglia,lavoro, scuola, insomma tutto!! e non me ne pento!
Certo che ci sono state delusioni nel corso degli anni, ma io ho continuato ad avere sempre fiducia nel prossimo, fino ad arrivare ad oggi….
sono consapevole di aver perso pezzi importantissimi nel corso della mia esistenza, cosa che ogni volta mi ha staccato un pezzo di carne, un pezzo di me, un pezzo della mia vita e del mio futuro …. ma sono qui a testa alta, e felice di avere sempre qualche amico che crede in me e io in lui e che morirebbe per me e viceversa!!
Sopra ho scritto che l’amicizia non è per tutti, ciò ha un significato ben preciso; quando ho perso degli amici importantissimi, sono stato malissimo e non riuscivo a capire il perchè fosse successo… anni e anni di riflessione, cercando di capire dentro me , ascoltando gli altri , poi sono arrivato ad un perchè!! e mi son creato anche una teoria in merito, ed è la seguente:
la concezione dell’amicizia assoluta non è cosa semplice da sostenere, il fatto di dare se stessi implica nell’altra persona un impegno a ricambiare allo stesso modo, mettendola, in pratica, in una posizione scomoda e difficile da sostenere se non si hanno dentro tutti i requisiti che di seguito elenchero’; dunque fino a quando si riesce a sostenere il rapporto ok, ma quando ci si comincia a rendere conto che è difficile dare tutto se stesso e dare all’amicizia un valore totale che porta il rinunciare a certe cose della propria vita dovendole sacrificare per l’altro, arriva la rottura che la maggiorparte delle volte è irreparabile!!
Questo è ciò che è capitato a me. il mio dare troppo è stato recepito come una posizione dominante che metteva in soggezione e in difetto chi mi stava vicino.
Secondo me…
L’amicizia è gioia e sofferenza allo stesso tempo, è cercare di essere un unica entità nel bene e nel male, e far parlare il silenzio, dar significato agli sguardi, ridere e piangere insieme per le stesse cose e con lo stesso significato,è il non chiedersi mai del perchè si è cosi legati, lo si è! punto, è rimanere nudo per vestire l’altro e soffrire per l’altro sapendo che l’altro rimarrà nudo e soffrirà per te prima o poi…l’amicizia è l’inesistenza dentro sè del solo pensiero del tradimento dell’altro, sapere che se ti manca un braccio c’è il braccio del tuo amico, sapere che quando sei a piedi ci sono i suoi piedi per camminare, …l’amicizia è proteggere l’altro al costo della tua vita, è non dormire se lui vuole stare sveglio, non mangiare se lui ha fame, rimanere senza un lira in tasca per metterla nella sua ….. è non non dare mai un valore economico a ciò che si da e si riceve…… è morire insieme fino alla fine, è sapere che quando la perdi irrimediabilmente, hai perso,irrimediabilmente, una parte di te… l’amicizia è non aver mai paura che, un giorno, il tuo amico, potrà darti una delusione o poterti ferire……mai!
Questa è l’unico vero, indiscutibile e profondo senso dell’amicizia, tutto il resto è gioco….
Chi lo leggerà ne prenda atto!